La Storia

Origini di un paese e del suo nome.

Data:
23 Novembre 2020
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E' da presumersi che almeno una porzione dell'attuale territorio del Comune, fosse parte dei legati coi quali Tebaldo di Canossa fondò, corrente l'anno 1007 dopo Cristo, l'abbazia benedettina dell'isola del Polirone.

Tuttavia, stando alle ricerche più recenti, si ritiene degna di attenzione e non priva di suffragi la tesi secondo la quale la corte ''della Signada'' e la contrada annessa, siano entrate a far parte dei possedimenti benedettini giurisdizionati dalla corte e dal castello di Quistello intorno alla metà del XIII secolo. In precedenza il territorio ricadeva nell'orbita del comitatus reggiano, nonché - secondo un non facilmente districabile nodo di poteri giustapposti - del grande feudo canossano del Bondeno di Roncore.

Nel corso dei primi decenni del 1200 tuttavia, l'influenza dei benedettini e, per essi, dei poteri comitali mantovani (comunali prima, di piccola signoria locale poi), portarono ad una dilatazione espansiva dei confini delle terre del monastero e giunsero senz'altro ad inglobare stabilmente tanto la corte delle Segnate, quanto il borgo sorto in prossimità della torre del Brazzolo (''braccio'' del fiume Bondeno che divideva letteralmente in due parti l'abitato della Signata Inferior) e del Salice della guarda: non a caso due presidi fortemente simbolici, due attestati di confine, due segni inequivocabili dell'avvenuto passaggio della corte e del borgo nella sfera del potere mantovano.

Dagli anni della costruzione della torre sul Brazzolo (idronimo sul quale in seguito prevarrà quello di Fossegone), fino alle campagne napoleoniche, queste terre furono benedettine - mantovane (gonzaghesche fino al 1707) con qualche parentesi (limitatamente alla corte) mirandolese (Lucrezia Pico). Col Risorgimento e l'Unità, San Giacomo diventa frazione del Comune di Quistello, per poi riscattarsi e diventare a sua volta Comune autonomo nel 1924 (in forza della legge 10/08/1922). Il nuovo Comune comprendeva una popolazione di circa 3000 abitanti così distribuiti: 907 nel capoluogo e 2255 in campagna.

Oggi, al centro del paese vi è la Chiesa dedicata a San Giacomo, elemento giurisdizionale più antico che ne determinò e ne segnò i confini. San Giacomo fu patria di nobili casate a tuttoggi estinte: la vecchia famiglia dei conti Bonatti, i marchesi Aldegatti (che donarono i terreni ove sorse la Chiesa) e la famiglia Arrigoni (di cui rimane una stupenda Villa). Attività economica prevalente era, ed è ancora, quella agricola con connessi piccoli laboratori artigianali.

Il nome
Come si diceva sopra - e stando agli studi di Rezzaghi (1928) e di Calzolari - Parmigiani (1997 e 2003) - il nome deriva assai probabilmente dalla funzione di forte segnatura di confine assunta, nei secoli, dalla corte (Signata Superior) e dalla contrada della torre (Signata Inferior). Il toponimo San Giacomo, compare più di due secoli dopo la nascita dei due nuclei sopra menzionati e cioè quando, poco dopo il 1450, viene eretta la prima parrocchiale dedicata appunto a San Giacomo Apostolo (crediamo per contiguità, continuità e, forse, rivalità, col vicino San Giovanni del Dosso).

Ultimo aggiornamento

Giovedi 03 Dicembre 2020